E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Il potere di uno sguardo
Il potere di uno sguardo

Il contatto visivo è la via più rapida ed efficace attraverso cui si genera un canale comunicativo tra due esseri umani (Teresa Farroni, psicologa del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell'Università di Padova).

Come e quando scopriamo di poter usare lo sguardo per scambiare informazioni con gli altri? Secondo una ricerca eseguita da un gruppo di psicologi e pediatri e pubblicata sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences”, lo sappiamo da sempre!

Lo studio, promosso dal Welcome Trust, dal Medical Research Council di Londra e dall'Università di Padova, ha evidenziato che i neonati hanno la capacità di comunicare e di accogliere gli stimoli dell’ambiente circostante attraverso lo sguardo sin dalla nascita. Con due esperimenti, il team di scienziati ha dimostrato l’esistenza di una speciale sensibilità dei neonati nel direzionare e cercare in modo consapevole il contatto visivo con gli altri.

Il primo esperimento ha determinato la capacità dei neonati di 2-5 giorni di discriminare tra uno sguardo diretto e uno non diretto nella relazione con un’altra persona. Nel secondo esperimento, invece, gli studiosi hanno osservato il comportamento di bambini di 4 mesi dinanzi ad uno sguardo, misurando la corrispondente attività elettrica del loro cervello.

I risultati hanno evidenziato che i neonati prediligono la reciprocità del contatto visivo, cioè preferiscono rivolgere lo sguardo verso coloro i quali ricambiano il gesto. Durante gli esperimenti, infatti, i bambini manifestavano attività cerebrali più dinamiche quando erano sollecitati dallo sguardo diretto. Peraltro, essi persistevano nella ricerca della reciprocità del contatto visivo, mentre la percezione di uno sguardo non diretto causava in essi un automatico slittamento di attenzione. Ciò, secondo gli studiosi, rivelerebbe non solo che nei bambini esiste una consapevolezza del fatto che lo sguardo degli altri sia capace di veicolare informazioni significative per loro, ma anche che essi sarebbero programmati per captare tali informazioni sin dalla nascita.

Se partiamo dal presupposto che lo sguardo è un importante atto comunicativo, una condizione essenziale per la creazione di un contesto di relazione sociale tra due individui, possiamo riflettere sull’importanza di quest’osservazione sperimentale. La netta preferenza dei neonati per chi ricambia il loro sguardo ci indica che essi usano questo canale comunicativo per “sentire” gli altri e per imparare da loro, in un processo durante il quale essi percepiscono lo stato d’animo altrui e lo confrontano con il proprio, giungendo ad un rispecchiamento empatico. Percepire i volti, comprendere che le loro espressioni riflettono gli stati interiori dei partner sociali, rispecchiarsi nello stato d’animo altrui: sono tutte abilità vitali per lo sviluppo individuale e sociale dell’essere umano. Questa nuova ricerca conferma, allora, quanto sia importante il contatto oculare diretto per una buona relazione madre-bambino, anche a pochissimi giorni dalla nascita.

Se, come sostiene brillantemente Patrizio Paoletti, “comunicare è guardare negli occhi qualcuno e suscitare in lui un’emozione”, allora guardare significa insegnare qualcosa agli altri, imparando allo stesso tempo da loro.

Questa magia comunicativa, può essere migliorata e rafforzata. Fondazione Paoletti da anni realizza Junior Training, un programma per migliorare la comunicazione genitori e figli. Il contatto visivo ha lo stesso potere e lo stesso valore per i nostri bambini, sin dal loro primo giorno di vita, ci permette di comprendere quanto possa essere importante regalare loro il nostro sguardo in modo più cosciente.

 
Titolo dello studio: Eye contact detection in human from birth. Pubblicato su “Proceedings of the National Academy of Sciences”, 9 luglio 2002, vol. 99 n°14, pag. 9602-9605
Autori: Teresa Farroni, Gergely Csibra, Francesca Simion, Mark H. Johnson