E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Esposizione cromatica ed elaborazione delle emozioni

Una ricerca condotta da un gruppo di psicologi e neuroscienziati delle Università di Liegi, di Ginevra e del Sussex dimostra, oggi, che la composizione cromatica della luce ha effetti sull’elaborazione cerebrale delle emozioni anche nel breve termine. I risultati dello studio sono raccolti in un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Science (PNAS).

Che la luce avesse la capacità di modulare l’umore in lassi di tempo molto estesi è già noto da tempo. La terapia con “bagni di luce”, ad esempio, è una pratica già consolidata nella cura del disturbo affettivo stagionale, una sindrome depressiva che si presenta ciclicamente durante il periodo autunnale e invernale. Ad essere interessati dal condizionamento a lungo termine degli spettri luminosi sono i ritmi circadiani, cicli di circa 24 ore dei processi fisiologici endogeni degli esseri viventi che possono essere accelerati o ritardati dalla luce, con effetti rilevanti sulla temperatura corporea, sul ritmo sonno-veglia, sugli stati di allerta e sulla concentrazione.

 I ricercatori, partendo da recenti esperimenti che hanno dimostrato come la risposta alla luce sia mediata da un sistema di fotorecettori che coinvolge alcune cellule gangliari (ipRGC) ed è particolarmente sensibile alla lunghezza d’onda della luce blu (480 nanometri) oltre che, come già si sapeva, a quella verde, hanno cercato di indagare se la luce abbia la capacità di incidere sulla normale attività di elaborazione cerebrale dell’informazione nel breve termine.

Essi hanno registrato l’attività cerebrale di un gruppo di volontari, di entrambi i sessi, mentre ascoltavano “voci arrabbiate” e “voci neutrali” e contemporaneamente erano esposti a una luce blu o verde. La luce blu non solo aumentava la risposta allo stimolo emotivo nell'area destinata all'elaborazione della voce nella corteccia prefrontale e nell'ippocampo, regione centrale per i processi mnemonici, ma portava anche a una più fitta interazione fra quell'area vocale, l'amigdala, una regione chiave per la modulazione delle emozioni, e l'ipotalamo, che ha un ruolo per la calibrazione dei ritmi biologici sulla luce diurna. Ciò dimostra, osservano i ricercatori, che la luce blu influenza l'organizzazione funzionale del cervello.

I risultati scaturiti da studi come questo, realizzati per comprendere quali meccanismi siano alla base delle risposte del nostro cervello agli stimoli esterni, sono importanti per poter proporre nuovi modelli di sviluppo umano incentrati sull’indagine dei nostri processi fisiologici. Chi da tempo è impegnato e lavora nel campo della pedagogia e della comunicazione sa bene quanto la ricerca scientifica sia importante per fornire una base solida ai sistemi educativi e alle proposte di sviluppo sociale. Per questo motivo Fondazione Patrizio Paoletti collabora da diversi anni con neuroscienziati e psicologi nell’elaborazione e nell’analisi di sviluppi applicativi di teorie come la “Tecnica base del Quadrato”, ideata da Patrizio Paoletti, con un impegno che ha visto nascere, nel gennaio 2010, l’ "Istituto di Ricerca per le Neuroscienze, l’Educazione e la Didattica”.

Sostenere l’esplorazione scientifica delle nostre funzioni cerebrali significa, allora, sostenere anche il progresso dei nostri sistemi educativi e della nostra capacità di comunicare, significa credere in uno sviluppo sociale guidato da ciò che da sempre muove il progresso dell’uomo, la conoscenza.
 

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