E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Embodied Symbols. La Fondazione Paoletti al workshop "Arbitrariness of the Sign" dell'Università di Ginevra
Embodied Symbols. La Fondazione Paoletti al workshop "Arbitrariness of the Sign" dell'Università di Ginevra

di CIRO SCATEGNI

Mercoledì 11 gennaio 2017, la Fondazione Paoletti porta un contributo di ricerca all’Università di Ginevra nell’ambito del workshop “Arbitrariness of the Sign”, inquadrato nel Corso di studi di Linguistica Generale dell’ateneo svizzero.

Tal Dotan Ben-Soussan, direttore del Dipartimento di ricerca neuroscientifica della Fondazione e Key-note speaker dell’evento, presenta lo studio “Neurophenomenology of Embodied Symbols – the Case of the Square and the EGG”, condotto dalla Fondazione in collaborazione con la Bar Ilan University e l’Università di Haifa (Israele).

Programma dell’evento   |   Abstract dell’intervento

Le teorie cognitiviste tradizionali, sviluppatesi a partire dagli anni 50 sulla base della visione dualista cartesiana, hanno considerato la mente e il corpo come due entità separate, distinte e indipendenti. Secondo queste teorie, la mente sarebbe un sistema che manipola simboli, un elaboratore di informazioni simile al software di un computer, che prescinde dall’hardware (il corpo) in cui è inserita.

Ma dopo le scoperte scientifiche degli ultimi anni, hanno preso sempre più forza in differenti ambiti disciplinari, dalla psicologia alle neuroscienze cognitive, dalla filosofia alla robotica, dall’antropologia alla linguistica cognitiva, le teorie embodied. Pur con approcci anche molto differenti tra loro, queste teorie affermano, in estrema sintesi, che il nostro corpo, e il cervello come parte del corpo, concorra a determinare i nostri processi mentali e cognitivi. I processi cognitivi, dunque, non sarebbero indipendenti, ma strettamente interconnessi ai sistemi percettivi, motori ed emozionali.

In questo senso, gli spazi, l’architettura, i simboli che disegnano l’ambiente in cui siamo quotidianamente immersi assumono un’importanza determinante per la qualità della nostra vita, perché condizionano fortemente i nostri processi cognitivi.

Nello studio che la Fondazione Paoletti presenta all’Università di Ginevra, i ricercatori hanno sottoposto due gruppi di volontari a due differenti pratiche sperimentali: il Quadrato Motor Training (QMT) e l'OVO, due tecniche ideate da Patrizio Paoletti.

Il QMT è una tecnica motoria che richiede all’utente, tramite uno specifico set di istruzioni vocali, di muoversi in una ristretta porzione di spazio (di forma di quadrata appunto). L’OVO, al contrario, è una tecnica di deprivazione sensoriale che non richiede al partecipante alcuno sforzo motorio. Egli è seduto in una capsula di forma ovale appositamente studiata per eliminare qualsiasi tipo di riferimento spaziale intorno a lui.

Subito dopo le singole sessioni sperimentali, i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti di raccontare la loro esperienza. Le loro impressioni sono state analizzate e raccolte in tre categorie: alterazioni nelle percezioni spazio-temporali, alterazioni nelle sensazioni corporee, alterazioni emotive. Rispetto al gruppo del QMT, il gruppo che ha partecipato all'OVO ha raccontato un significativo numero di esperienze in più di tipo spazio-temporale e corporeo. Questo gruppo ha riportato anche molte più emozioni di tipo neutro rispetto a quello del QMT.

Al workshop di Ginevra la dott.ssa Dotan Ben-Soussan commenterà i risultati del confronto tra i due gruppi, sottolineando come una specifica codifica simbolica dell’ambiente e dello spazio possa condizionare fortemente le percezioni, i processi cognitivi e i nostri stati di consapevolezza.